Racconti Dryma dalle lande del Lungo Inverno

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Racconti Dryma dalle lande del Lungo Inverno

Messaggio Da Il reietto il Ven 3 Feb 2017 - 20:27

Come da titolo giacchè non si può creare una sezione apposita sono pregati gentilmente gli attuali scrittori come Sargeras e anche i futuri scrittori a postare qui i loro racconti. Perchè? Per tenere un pò in ordine il Forum, prossimamente vedrò se riesco a spostare in qualche modo in questo topic i racconti precedenti. Buona scrittura e anche buona lettura ovviamente! Fatevi valere Dryma!


Elenco racconti (aggiornato):

01. La grande preda [Klov]
02. Rientro del segugio [Yhowl]
03. La prateria Oscura [Sargeras]
04. L' "eccitazione" per il Sacrificio [Sargeras]
05. La rinascita più bella [Sargeras]
06. Le Avventure di Thango e Nisha - Il Carru! [Thangarth]
07. L'eterna battaglia [Klov]
08. Mondo lupo #1; #2; #3; #4; #5; #6; #7; #8; #9; #10; #11 [Krones]
09. L'indomito Ferdix [Rudlon]
10. Il Primo Risveglio Umido [Eil]
11. Ricordi (Yhowl) [Eil]
12. L'ora del lupo [Sargon]
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RACCONTI DRYMA DALLE LANDE DEL LUNGO INVERNO

Messaggio Da Il reietto il Sab 4 Feb 2017 - 12:24

Bene inizio io allora!

La grande preda:
LA GRANDE PREDA

La palla di fuoco era alta sopra i monti, ma la sua luce era fastidiosa, si rifletteva sullo strato di pioggia bianca che copriva ogni cosa tenendola al caldo, al sicuro dal gelo che in quelle terre era il padrone assoluto. Li tra foreste e alti picchi candidi, un giovane lupo assottigliava lo sguardo al terreno, come cercando di scorgere qualcosa, passo dopo passo arrancava nella pioggia bianca in cui le gambe sprofondavano fino all'inguine. Ogni passo era lento, faticoso, ma il predatore proseguiva il cammino verso una foresta ghiacciata, lì il terreno era più sgombro, alcune zone mostravano il nudo terreno gelato. E proprio lì il giovane si chino veloce trovando ciò che cercava. Allungata la mano al terreno raccolse quello che sembrava un pezzo di terreno indurito, portatolo vicino il viso mosse le narici con movimenti convulsi. Poi frantumato con le dita quello che evidentemente non era terreno annui, e guardatosi attorno scovò le tracce della preda, iniziando a seguirle con passo ora più svelto. Ben presto la foresta si apri nuovamente lasciando il posto ad un'altra prateria infinita, candida, il Dryma dopo aver lanciato occhiate attorno come a cercare qualcosa balzo avanti proseguendo la caccia. Diversi passi di sole dopo il lupo giunse nei pressi di una zona che iniziava a farsi collinosa, quà e là spuntavano dalla pioggia bianca cespugli e alberelli. Giunto in cima alla prima collinetta uno spettacolo maestoso si aprì davanti agli occhi del cacciatore. Mani e mani di bisonti pascolavano proprio sotto la collinetta, frugando con la possente testa nel gelido manto che copriva ogni cosa cercando di raggiungere l'erba sottostante. Il giovane si accucciò lesto godendosi lo spettacolo per alcuni istanti cercando comunque di non farsi notare, poi muovendosi quatto, prosegui seguendo le tracce che lo avrebberò portato dalla preda. Il cacciatore trovo un alberello, la cui corteccia era stata staccata di recente, certo mangiata da qualche erbivoro affamato, il giovane sentiva di esserci ormai molto vicino. Salendo le colline raggiunge un'altra zona boscosa, e appena ci mise piede lo senti, l'odore, il rumore, il suo istinto glielo diceva. Continuò a seguire le tracce mentre il rumore si faceva più forte, l'odore ormai permeava l'aria, odore di acqua! Superato un abete frondoso lo vide, un ruscello tumultuoso, nemmeno il gelo era riuscito a domarlo, forse gli alberi avevano impedito che gelasse riparando le acque dal vento gelido che batteva invece la prateria. Il Dryma si fermò inspirando, il terreno vicino al ruscello era molto battuto, le tracce si confondevano, e per quanto ci provò, non riuscì più a distinguere quelle che aveva seguito fino a quel momento. Abbattuto si avvicinò al ruscello con circospezione, annusata l'aria e controllato a lungo di non essere in pericolo, prese ad abbeverarsi. Fù in quel momento che vide nell'acqua una grande preda! Una trota enorme nuotava poco distante dal punto in cui lui si abbeverava, nuotava rimanendo ferma in un punto del ruscello, cercando di non farsi notare. Il giovane, stanco, ma affamato, alleggeritosi con movimenti lenti del peso superfluo e tolti gli stivali di pelliccia. Prese un profondo respiro come a farsi coraggio, immerse i piedi in acqua, e cominciò ad avanzare verso il punto in cui la trota nuotava. Movimenti lentissimi, lancia pronta a colpire. Il sangue ormai gli si era gelato, l'acqua era terribilmente fredda eppure non ghiacciava. Oramai a pochi passi dal pesce si abbassò leggermente caricando il corpo pronto a scattare. Il balzo che ne segui fù fulmineo, l'istinto della trota non valse a salvarla. Appena notato il movimento cercò di spostarsi controcorrente per sfuggire al predatore ma il cacciatore fù più veloce e prima che potesse fuggire la lancia la trapassò da parte a parte. Il giovane lupo alzata la lancia al cielo uscì veloce dall'acqua rimettendo gli stivali e coprendosi di nuovo con le pellicce, infreddolito. Poi, messo mano all'affilato coltello di selce decapitò il pesce per ucciderlo. In breve raccolse legna asciutta dal sottobosco e con facilità accese un fuoco riscaldandosi al suo tepore, mentre il pesce ancora conficcato nella lancia cuoceva sopra la fiamma viva. Il Dryma osservava la preda con aria assorta, forse pensando ancora alla grande preda che gli era sfuggita, ci pensò così tanto che il pesce prese fuoco. Il cacciatore spento il pesce fiammeggiante si ritenne soddisfatto, si nutri della grossa trota, li seduto davanti al fuoco, cominciando da testa e viscere, lasciando da parte metà del pesce come scorta di cibo. La trota era mezza carbonizzata all'esterno e cruda all'interno, il giovane tuttavia mai più mangiò un pasto così delizioso! Finito di mangiare il lupo spense con cura il fuoco e le braci celandole con della neve. Raccolte le proprie cose il Dryma scovò altre tracce rimettendosi in cammino che le ombre ormai si facevano lunghe, instancabile, la sua vita era la caccia e durante la stagione fredda l'unica cosa importante era riempire lo scomaco. E l'unico modo per riuscirci era essere più rapidi ed instancabili delle proprie prede.

Klov
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Re: Racconti Dryma dalle lande del Lungo Inverno

Messaggio Da Morhca! il Lun 6 Feb 2017 - 1:50

Non pensavo fossi uno scrittore Smile E' un bel racconto, nonostante le pecche il mio voto è 7!bounce
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Re: Racconti Dryma dalle lande del Lungo Inverno

Messaggio Da Il reietto il Lun 6 Feb 2017 - 19:44

Se mi dici le pecche vedo di scrivere meglio il prossimo racconto! Razz
Non sono uno scrittore, è solo il secondo racconto che scrivo! Bhe almeno qualcuno ha letto... Razz
Posto anche quello che avevo postato sul Forum di Isy... così potete morire di noia! geek
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Re: Racconti Dryma dalle lande del Lungo Inverno

Messaggio Da Eil il Mar 7 Feb 2017 - 13:10

{Chiedo scusissima... ma
se ci si mette in conto che le storie diventino tante, prima o poi,
il topic non sarebbe più consultabile, per es., con un primo post (da mantenere aggiornato) contenente l'elenco dei racconti [con ogni titolo che linka al post del racconto corrispondente (e, magari, ogni racconto racchiuso in uno Spoiler, per evitare schermate sconfinate, casomai uno volesse scorrere il thread)]?}
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Re: Racconti Dryma dalle lande del Lungo Inverno

Messaggio Da Jherer il Mar 7 Feb 2017 - 13:58

OnceWasYhowl ha scritto:{Chiedo scusissima... ma
se ci si mette in conto che le storie diventino tante, prima o poi,
il topic non sarebbe più consultabile, per es., con un primo post (da mantenere aggiornato) contenente l'elenco dei racconti [con ogni titolo che linka al post del racconto corrispondente (e, magari, ogni racconto racchiuso in uno Spoiler, per evitare schermate sconfinate, casomai uno volesse scorrere il thread)]?}

bella idea, ho dato l'impostazione al topic

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Re: Racconti Dryma dalle lande del Lungo Inverno

Messaggio Da Sandriga il Mar 7 Feb 2017 - 15:03

Inserisco anche il racconto di Yhowl, che merita.

Rientro del Segugio:
[+] È la notte di un qualche sole del 181° autunno

Rientra nella tenda con i calli sotto ai piedi un po’ più spessi rispetto al sole precedente.
Nyiol, un piccolo cane selvatico che stava già fiutando attentamente l’aria, muove appena percettibilmente e asimmetricamente le orecchie appuntite e si alza, andando verso di lui. Si ferma, china il muso e lo guarda con quella che sembra una spessa diffidenza.
Yhowl si accovaccia a una mezza zampa di distanza, pianta gli occhi nella prima crepa che individua nella terra secca e polverosa e allunga una mano in direzione del cane, per permettergli di fiutarlo e riconoscerlo.
Non appena Niyol accenna un dondolio festoso di coda, il dryma gli stropiccia il muso con una carezza. Si siede e si accuccia comodo e aspetta che il suo singolare branco si decida e accetti di fargli le feste.
Solo allora Yhowl si scusa, si prende le rituali musate in faccia di rimprovero e attende pazientemente che il cane si acciambelli accanto a lui.
Fra una grattata alle orecchie e una alla pancia comincia a raccontare, latrando a voce bassa:
“Non potevo portarti con me, sai? Tu mi avresti aiutato, e io dovevo proprio dimostrare che invece sono capace di reggermi anche solo sulle mie zampe.
Segugio. Segugio è una parola che fa paura, sai? Voglio dire, implica una misura di dignità. È anche un nome di Padre Thrangar. A volte lo chiamiamo proprio Segugio Spettrale… Ma sì, che lo sai. Alla fine tu sai più cose di me…”
Yhowl china il muso e osserva il cane dormicchiare, cullato dal suo abbaiare basso e appena roco, accanto a lui. E continua la sua storiella di notte quieta.
“È questo che fa paura. Vuol dire smettere di essere cuccioli e andare avanti, ha un peso. E non so se le mie spalle saranno in grado di sorreggerlo. Gli Spiriti sono stati clementi: mi hanno dato fiducia e mi hanno permesso di ritornare al campo con tutto il necessario. E gli Spiriti non sbagliano… Però…
Però io non so ancora quale via posso intraprendere…
E non sai, non sai quante volte mi sono sentito cucciolo, mentre sono stato via. C’era un gelo che non avevo mai provato. E il buio. Non erano ombre, era niente che velava anche la fiamma delle torce e la avvolgeva. Mentre… Mentre… In ogni momento, sai?
E non riuscivo a prendere il manto delle prede, e se ci riuscivo poi non riuscivo a ridurne i pezzi. Mi bucavo le zampe, cercando di cucire qualcosa con cui vestirmi, ancora più che danzando con le prede e riaprivo i tagli e i graffi chiusi, impolverati, che bruciavano.
E come bruciavano… Ero davvero incredulo e stupito: tagli e ferite più grandi e più profondi, che cambiano il disegno delle cicatrici sulla mia pelle da che ho memoria, mai erano stati così dolorosi.
E, dopo il buio, la luce. E quella era accecante. E allora rimpiangevo le lune. Magari è solo che stavo male: la Cascata non aiuta in queste situazioni, immagino. Però, anche quando mi sono incamminato a nord per rientrare, determinato a terminare questa prova, io sapevo d’essere un cucciolo del branco. Certo, sapevo anche, e so ancora, che un sole mi sentirò una zampa adulta, che ti credi?
Però, sai cosa? Un paio di momenti mi hanno aiutato…
Ho visto un branco di fratelli selvaggi danzare con un cavallo… Cioè, un branco, un branco alla fine. All’inizio era uno solo, e poi ha chiamato i suoi fratelli, e le sue sorelle. Ed è stata una danza lunga e feroce e struggente. Ognuno ha fatto la sua parte. E io sono diventato di pietra. Perchè non potevo fare altro se non cercare di apprendere. E non c’era niente da fare, se non forse ridere o piangere. O entrambe. Ma non potevo, perchè era un graffito dipinto in modo ineccepibile, e io non vi ero ritratto. Però ho avuto l’opportunità di vederlo e di studiarlo. E ho fatto pace con le ombre: era buio, ma mi sono accorto che il mio sguardo, aiutato dall’udito e dall’olfatto, riusciva a cogliere tutte le sagome e i movimenti.
L’altro aiuto, invece, l’ho ricevuto fermandomi a riposare all’altare della Lupa. Le ho portato un cuore di un daino, ho guardato il sangue macchiare la roccia sovrapponendosi ad altre chiazze di sangue rappreso, colato giù da offerte precedenti. E ho pregato. E ho sentito gli Spiriti vicini a me… E più percepivo loro vicini, più il male del corpo nuovo donatomi dal risveglio alla Cascata si affievoliva.”
Il dryma si zittisce, si alza e si china a scuotere dolcemente il cane addormentato.
“Andiamo, il cielo si fa quasi chiaro. Non so che via prenderò, ma qualcosa farò. Ed è una consapevolezza che va ululata alle lune. E questa volta tu puoi aiutarmi e io ne ho bisogno: ululi abilmente quasi quanto me… Seguimi, su.”
Il cane, che stava domendo bene, ma proprio tanto bene, rapido spalanca gli occhi e sul muso gli muore un inutile ringhio preventivo. Osserva il dryma, si stiracchia e poi si scuote per un momento. Muove un passo avanti e si volta per fissare Yhowl ancora un breve attimo prima di precederlo, avviandosi svelto nella notte che ancora danza da predatrice con l’alba.

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Re: Racconti Dryma dalle lande del Lungo Inverno

Messaggio Da Eil il Sab 11 Feb 2017 - 11:53

Rolling Eyes uh grazie Smile
e allora io, invece, faccio che aggiungo link ad altre ± storie/storielle sparpagliate in giro


- La prateria Oscura (Sargeras) [thread che andrebbe ri-rinominato, fra l'altro]
- L' "eccitazione" per il Sacrificio (Sargeras)
- La rinascita più bella (Sargeras)
- Le Avventure di Thango e Nisha - Il Carru! (Thangarth)

- L'eterna battaglia (Klov)
- Mondo lupo #1; #2; #3 (Krones)
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Re: Racconti Dryma dalle lande del Lungo Inverno

Messaggio Da Vasha il Sab 11 Feb 2017 - 13:38

Voglio Krones come biografo ufficiale di Vasha! Razz
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Re: Racconti Dryma dalle lande del Lungo Inverno

Messaggio Da Lokhba il Dom 12 Feb 2017 - 12:43

OnceWasYhowl ha scritto:Rolling Eyes uh grazie Smile
e allora io, invece, faccio che aggiungo link ad altre ± storie/storielle sparpagliate in giro


- La prateria Oscura (Sargeras) [thread che andrebbe ri-rinominato, fra l'altro]
- L' "eccitazione" per il Sacrificio (Sargeras)
- La rinascita più bella (Sargeras)
- Le Avventure di Thango e Nisha - Il Carru! (Thangarth)

- L'eterna battaglia (Klov)
- Mondo lupo #1; #2; #3 (Krones)

Aggiunte.

Vasha ha scritto:Voglio Krones come biografo ufficiale di Vasha! Razz

Mi metto in coda anche io per la biografia ufficiale di Lokhba jocolor

_________________
Gorom chiede con perplessità in nanico a Erish 'Shj sei?'
Erish chiede a Gorom 'Ma come non ti ricordi?'
Erish dice a Gorom 'It's me, Erish'
__________________________
Un pescatore sbronzo esclama agitandosi come un disperato nel dare cazzotti in umano 'W.. vy faccjo vedaere yooo!!'
Un pescatore sbronzo padroneggia il vero stile dell'ubriaco a cazzotti!
__________________________
Guardando un'effigie di un calendario dryma. L'ultima data leggibile è il 21° sole del 2012° inverno.
____________________________
[+] Alcuni fichi sono qui
Anouk guarda un fico
Anouk ti guarda
Anouk esclama 'U-GU-A-LI!'
_____________________________
Dici a Mercher 'Anche l'oracolo è ringiovanito. Ora è un bambino.
Mercher ti esclama 'Theras?!'
Mercher ti chiede sottovoce 'E dimmi una cosa...ora ha i capelli?'
Mercher cerca di soffocare una risata
Dici a Mercher 'Per quelli ci vogliono un demone più potente suppongo..'
Scoppi in una fragorosa risata
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Re: Racconti Dryma dalle lande del Lungo Inverno

Messaggio Da Lokhba il Mar 14 Feb 2017 - 15:17

Ho aggiunto un racconto alla lista che narra di un'impresa compiuta da Ferdix.

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Re: Racconti Dryma dalle lande del Lungo Inverno

Messaggio Da Krones il Ven 24 Feb 2017 - 10:39

Mondo Lupo e' arrivato al numero 4 sul forum Isylea
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Re: Racconti Dryma dalle lande del Lungo Inverno

Messaggio Da Eil il Mer 12 Apr 2017 - 15:28

Il primo risveglio umido:

Senti una grande forza richiamare il tuo spirito, mentre un senso di pace e benessere ti pervade.
Hai l'impressione di essere immerso in un'acqua scura e densa, lentamente ti sembra di riacquistare la sensibilità del tuo corpo.
Improvvisamente il silenzio e la tenebra sono spezzati da un'ondata insopportabile di rumore e luce!
Avverti nel petto un battito convulso mentre con enorme fatica riacquisti il controllo delle tue membra deboli e stanche.

I miei occhi sono aperti ma me ne accorgo solo dopo svariati battiti di ciglia. Se si tratti di battiti di ciglia miei, non saprei dire: l’impressione è di non poter fare a meno di star così, con gli occhi sbarrati, fissi e stravolti.
La luce azzurrognola che riempie il mio sguardo si riappropria dei suoi contorni e diventa una spessa tenda d’acqua. È attraversata e investita dai raggi della palla di fuoco; non credevo potessero colpire con una violenza simile.
Torno nel buio e immagino che le mie palpebre abbiano deciso di dare tregua agli occhi.
No, io l’ho deciso. Solo che non lo so: è il mio corpo ma è come se fosse di qualcun altro.
So cosa succede e so cosa faccio ma non riesco a sentirlo, a percepirlo.
Così, in questo stato deciso e incosciente, volto la testa verso la roccia che costituisce la caverna. Apro di nuovo gli occhi e vedo le incisioni tribali che la costellano: sembrano brillare e pulsare.
Un dolore acuto, credo localizzato nei pressi delle mie tempie, sembra seguirne il ritmo. Senza smarrire una sorta di doloroso legame armonico con, anche, il tuonare sordo dell’acqua che precipita.
Punto i gomiti a terra e cerco staccare capo e schiena dal suolo.
La pietra brucia come ghiaccio e il collo non sembra poter sostenere la mia testa che si rovescia all’indietro.
Niente è fermo. Tutto è fermo tranne me. Sono scosso da un tremore che non riesco a bloccare e non so come controllare.
Non lo porta il freddo nè sensazione alcuna. Un rassicurante vuoto emotivo mi pervade. Il tentativo di vedere accuratamente quel che mi succede e cosa ho intorno assorbe la totalità delle mie energie.
Ma il corpo fa delle cose strane, soprattutto quando ancora si è incapaci di tenerlo saldo come roccia. E allora il tremore va a richiamare reazioni a lui sorelle e sento un rimbombo basso e ovattato, che va a sovrapporsi al frastuono della cascata: è il mio cuore. I suoi battiti risuonano sempre più veloci e ravvicinati.
“Non va bene” mi dico senza parlare “Questo succede quando sono sordo al sangue e quando corro accanto al sentiero senza meta su cui vagavano come bestie prive della ragione i padri dei nostri padri”.
E intravedo l’assurdo a sfondo di questo pensiero: credere che un dono degli spiriti, anche di Uryen, mi abbia portato vicino a quel che era prima del loro intervento.
Non sono lucido. Mi sdraio ancora e tengo gli occhi chiusi.
Devo solo respirare, piano.
Finché il cuore non adeguerà il proprio ritmo al mio essere immobile. Finché non riuscirò ad essere immobile davvero. Quando i tremori che mi scuotono cesseranno.
O, almeno, finché non sarò comunque in grado di tenere fermo lo sguardo, tornando a distinguere bene i contorni di quel che vedo.
Mi domando se sia possibile, un sole, trovarsi abituati a tutto questo. E comprendo che è una domanda sciocca.
Non lo posso certo prevedere… e poi, è un dono degli spiriti: sarà sempre sconvolgente o lo sarà in misura minore. Sarà quel che deve essere conformemente a quello che è il loro volere.
No, non è proprio il momento di pensare oltre. Devo solo respirare lentamente.
Quando ci riuscirò, potrò pensare al prossimo passo.
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Re: Racconti Dryma dalle lande del Lungo Inverno

Messaggio Da Jiu il Mer 12 Apr 2017 - 16:14

Eil ha scritto:
Quando ci riuscirò, potrò pensare al prossimo passo.

Skillare! Laughing

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Re: Racconti Dryma dalle lande del Lungo Inverno

Messaggio Da Lokhba il Gio 13 Apr 2017 - 18:48

Lista aggiornata.

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Gorom chiede con perplessità in nanico a Erish 'Shj sei?'
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Guardando un'effigie di un calendario dryma. L'ultima data leggibile è il 21° sole del 2012° inverno.
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[+] Alcuni fichi sono qui
Anouk guarda un fico
Anouk ti guarda
Anouk esclama 'U-GU-A-LI!'
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Mercher ti esclama 'Theras?!'
Mercher ti chiede sottovoce 'E dimmi una cosa...ora ha i capelli?'
Mercher cerca di soffocare una risata
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Re: Racconti Dryma dalle lande del Lungo Inverno

Messaggio Da Eil il Gio 27 Apr 2017 - 11:17

Ricordi (Yhowl):
Yhowl apre gli occhi. La solita pesantezza. Quella pesantezza del sangue che segnala che non va. Che i figli del Segugio devono stare in un branco.
Quella pesantezza che non può alleviare non può sopportare ed è comunque la sostanza principale che costituisce il suo presente. Ma questa è un'altra storia che probabilmente mai verrà raccontata.

Si diceva... apre gli occhi. E, mentre raccoglie le energie necessarie a stiracchiarsi e a tirarsi su dal logoro sacco su cui abitualmente dorme da lune, vede che c'è un occhio a fissarlo. Anzi, due: due occhi, piccoli e antichi, la pupilla nera e tonda e l'iride sottile e sfumata. Ha il colore  dell'ambra attraversata dalla palla di fuoco nella parte più interna e poi, via via, diventa più scura: ricorda lo stesso materiale, sì, ma nelle notti rivestite di nubi portatrici di tempeste.
Questi occhi stanno incastonati in una testa vagamente triangolare e squamata, verde. Restano immobili per un istante e poi svaniscono nell'erba alta: quella bestia si è voltata, zampettando via velocissima.

Yhowl si mette seduto a gambe incrociate e finalmente si stiracchia. Cerca la lucertola o quel che era nella direzione in cui l'ha vista sparire ma non ne trova traccia. E mentre lo sguardo vaga inutilmente, perduto nell'erba alta, succede quello che spesso succede da quando è andato via. Frammenti di ricordi dai bordi taglienti che lo riportano a quello che è stato.

Questa volta, però, non riguardano il branco ma un due dita di cugini figli di Yerba.
L'immagine di un cugino con cui aveva raccolto pietra nera su un monte di fuoco, poco in direzione della Bestia, oltre la foresta umida. E poi di nuovo, il medesimo cugino, mentre si accatastavano e contavano serpi su delle slitte. Stesso luogo: c'era da portare a termine una caccia al serpente richiesta dal loro padre alle streghe.
O qualcosa di simile.
Poi altri brandelli di ricordi. Una cugina questa volta, una giovane spira che aveva delle idee assurde sugli ibridi (ma quali sono le idee non assurde, sugli ibridi?!) e con cui aveva condiviso dei momenti di studio: alcuni terminati in un risveglio umido, altri, guidati dalla strega anziana, più riusciti e quieti.
Rivede le domande poste osservando svariati affreschi, in luoghi densi di sapere e di storie.
Ricorda le domande attorno a cui s'era ammassata qualche risposta e quelle rimaste deserte. Non riesce però a ricordare nessuna risposta.

Come sempre accade, quando dei volti un tempo familiari ricompaiono e lo colpiscono alle spalle all'improvviso, si chiede quali siano i loro soli di questi tempi.
Qual era il ruolo di quel cugino? E quella cugina, invece, Yerba avrà poi deciso di volerla come strega?
Mah. Sia come sia... è tutto passato e appartiene a inverni lontani. Avranno senz'altro il loro padre e gli spiriti vicini. Staranno bene.

[Nota: Non ho ben capito (... e quando mai Very Happy !) ma mi pare che in tempi recenti siano definitivamente spariti dall'universo dryma sia Yesod che Vasha. Quali che siano le ragioni, c'avevo da dire che si tratta di pg con cui ho giocato bene... sicché faceva piacere salutarli e gettare un buon tutto quanto ai relativi player.
Non sapendo bene dove, ho pensato che questo fosse luogo più idoneo.
Non sapendo bene come, ho invece pensato che riesumare il povero Yhowl fosse un po' un'idea come 'n'altra.
E quindi è uscita 'sta roba qua.
]
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Re: Racconti Dryma dalle lande del Lungo Inverno

Messaggio Da Il fantasma di Ferdix il Mer 7 Giu 2017 - 22:04

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Re: Racconti Dryma dalle lande del Lungo Inverno

Messaggio Da Vorxeth il Gio 8 Giu 2017 - 9:52

Il fantasma di Ferdix ha scritto:manca questo!
http://www.isylea.it/forum/index.php?topic=45591.msg306333#msg306333

Che tempi, grande! Ciao Ferdi farao
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Re: Racconti Dryma dalle lande del Lungo Inverno

Messaggio Da Iddhart il Gio 8 Giu 2017 - 13:00

Come non concordare Twisted Evil

Aggiornata la lista!
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Re: Racconti Dryma dalle lande del Lungo Inverno

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